Qualche parola sulla Direttiva Omnibus

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Pubblicato il

2022-09-22

Jenny, essendo un’imprenditrice online, cerca di essere di pari passo con la normativa relativa all’e-commerce ed alla tutela del consumatore.

La curiosità di Jenny ha delle solide fondamenta visto che la sua piattaforma è rivolta soprattutto ai consumatori e quindi adotta diversi strumenti di promozione ed indicizzazione automatica dei suoi prodotti sui motori di ricerca.Adesso Jenny ha riscontrato, in una delle riviste di commercio internazionale, che la Commissione Europea, attraverso la c.d. Direttiva Omnibus, ha aggiornato a livello comunitario,   le norme sulla protezione dei consumatori.

Jenny vuole sapere dunque che cosa dovrà affrontare in futuro e quali saranno i suoi nuovi obblighi legali.

Oggi parliamo brevemente della Direttiva Omnibus.

Partiamo con una piccola permessa. L’Italia, come alcuni altri Stati Membri, non ha ancora recepito il testo della Direttiva Omnibus. Tuttavia, è solo questione di tempo considerato che il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 28 maggio 2022. Il ruolo principale della Direttiva Omnibus è quello di proteggere maggiormente i consumatori che, non essendo dei professionisti, a volte possono cadere in errore a causa di alcuni “trucchi psicologici” che, grazie alla nuova Direttiva, non saranno più ammessi.

Cosa significa per gli imprenditori questo nuovo approccio? Soprattutto tanti cambiamenti!

Partiamo con i punti principali. 

1. Attività promozionale sugli sconti

Quasi tutti i negozi (online od offline) adottano delle azioni promozionali al fine di promuovere il proprio business e, in tal modo, stimolare la vendita dei propri beni.

Qualsiasi consumatore (anche quello più ragionevole), quando nota un mega banner con la scritta “PROMOZIONE” può diventare più propenso all’acquisto di un bene offerto, pensando ai soldi che può risparmiare grazie allo sconto del 30 %, 50 % o addirittura del 70%. La conferma di questa ipotesi si trova nel clamoroso successo del Black Friday!

Nel contempo dobbiamo anche sapere che alcuni venditori adottano una pratica “non fair-play” che consiste nel lievitare artificialmente il valore di un bene solo per poter abbassarlo subito dopo e dichiarare lo stesso prodotto come messo in promozione (grazie a questo “trucco” vengono promossi prodotti come “50% off” quando al massimo parliamo di un “10% off”).

La Direttiva Omnibus è volta a contrastare queste pratiche. In particolare, le nuove norme prevedono che: “Ogni annuncio di riduzione di un prezzo deve indicare il prezzo precedente applicato dal professionista per un determinato periodo di tempo prima dell’applicazione di tale riduzione”.

2. Recensioni dei clienti

Lo sappiamo tutti: le recensioni e opinioni dei clienti di un e-commerce fungono da bussola quando dobbiamo decidere tra più prodotti o più servizi offerti. Una quantità notevole di recensioni positive conferma la nostra convinzione di comprare quel particolare bene. Nello stesso modo, non appena vediamo una recensione decisamente negativa, solitamente accendiamo una lampadina che può facilmente stravolgere la nostra convinzione sulla qualità di un prodotto.

I titolari dei negozi online o gli e-commerce manager sono ben consapevoli dell’impatto che hanno le recensioni sulla loro attività e, purtroppo, a volte manipolano alcune delle opinioni visibili sui loro siti, nascondendo quelle negative o semplicemente “comprando” quelle positive da utenti anonimi.

La Direttiva Omnibus ha l’obiettivo di far cessare queste pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori e richiede più trasparenza da parte degli imprenditori. Infatti, la Direttiva vieta di “inserire recensioni di un prodotto inviate da consumatori che hanno effettivamente utilizzato o acquistato il prodotto senza adottare misure ragionevoli e proporzionate per verificare che le recensioni provengano da tali consumatori“.

Questo significa che qualsiasi tipo di e-commerce o semplicemente qualsiasi sito web sarà   obbligato ad indicare le misure adottate per controllare che le recensioni pubblicate online siano autentiche.

3. Stop ai Ranking senza indicare dei criteri.

Ogni negozio o piattaforma online vorrebbe vantare un primo posto nei diversi tipi di ranking. Ma quali sono questi ranking?

Anche in questo caso si adotta una delle “leve di vendita” secondo la quale nella mente di un consumatore un numero di un “ranking” alto configura un bravo venditore. Nasce però una domanda: in base a quali paramenti un venditore online diventa “numero uno”?

Per poter avere una risposta a questa domanda, la Direttiva Omnibus impone agli imprenditori l’obbligo di informazione sui criteri in base ai quali si classificano i venditori nei diversi ranking. Nel caso di utilizzo di strumenti di confronto dei prodotti, un imprenditore online dovrà inoltre informare gli utenti nel caso abbia utilizzato dei servizi a pagamento per migliorare la sua posizione.

4. Stop ai doppi standard di qualità nei diversi stati membri

Siamo ormai abituati a vedere gli stessi prodotti sugli scaffali dei negozi nei diversi stati dell’Unione Europea (ed anche al di fuori dell’UE). Grazie alla globalizzazione e soprattutto grazie alla libera circolazione delle merci nel mercato comunitario, oggi possiamo compare gli stessi beni in Francia, in Spagna od in Olanda. 

Ma sono davvero prodotti identici?

Forse è capitato ad alcuni di voi di comprare una barretta di cioccolato preferito all’estero con la speranza di trovare il gusto che ben conoscete, ma che tuttavia non corrispondeva alle vostre aspettative?

A volte succede che due prodotti commercializzati in due stati diversi nonostante abbiano lo stesso nome, la stessa confezione e lo stesso logo (ovvero sono prodotte da un Brand e da un produttore) hanno delle qualità diverse.

La Direttiva Omnibus, al fine di contrastare l’uso della qualità minore dei beni venduti in uno stato membro rispetto ai prodotti commercializzati in un altro stato (nonostante siano entrambi beni prodotti sotto lo stesso marchio),  ha previsto l’obbligo d’informare i consumatori sull’applicazione di questi diversi standard.

Conclusione

Questi sono alcuni (forse i più critici) punti della nuova Direttiva. Ovviamente ci sono anche altri obblighi, come ad esempio l’indicazione dei sistemi automatizzati adottati per personalizzare i prezzi o le informazioni sul venditore con esplicita menzione nel caso di venditore privato e conseguente esclusione dalla normativa a tutela dei consumatori.

Considerando che la Direttiva Omnibus diventerà un tema sempre più caldo, soprattutto quando il testo dell’atto sarà recepito anche in Italia, dobbiamo prestare particolare attenzione sulle modalità di attuazione di questa importantissima  normativa a favore dei consumatori online.

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